Caffè Gioia, la torrefazione campana nata da una bottega e diventata racconto di famiglia.
di Daniela Devecchi | 07/07/2026
Ci sono storie d’impresa che partono da un’intuizione enorme. Altre, invece, nascono piano, quasi senza fare rumore, da un banco di vendita, da un retrobottega, da un profumo che comincia a circolare per le strade di una città. La storia di Caffè Gioia appartiene a questa seconda categoria: meno clamorosa all’inizio, ma proprio per questo più interessante da raccontare.
Tutto comincia nel 1949, a Eboli, in provincia di Salerno. Domenico Gioia e sua moglie Wanda acquistano un negozio di coloniali nel centro cittadino. Non era ancora una torrefazione strutturata come la si immagina oggi. Era un emporio, un luogo di commercio quotidiano, dove accanto alla vendita di vari prodotti si tostava anche il caffè crudo nel retrobottega.
E forse il punto più bello è proprio questo: il caffè, prima di diventare marchio, linea, distribuzione e presenza internazionale, nasceva lì, in uno spazio piccolo, quasi domestico. Un prodotto preparato per i clienti dell’emporio, poi richiesto sempre di più, prima dagli abitanti della zona e poi da persone che arrivavano anche da altri comuni della provincia.
Non è curioso pensare che un’impresa possa cominciare così, da un profumo riconoscibile e da una clientela che torna?

